Tra i boschi rigogliosi e profumati di questa meravigliosa terra fertile, si e’ immediatamente attratti da caratteristiche essenze arbore che hanno colonizzato questi luoghi nel corso dei millenni, si possono cosi’ ammirare varie forme evolutive della flora etnea.

Immensi i boschi di Pino Laricio, sfruttati per secoli per la loro resina preziosa e per il legname utilizzato in svariate tipologie di costruzioni.

Tenace colonizzatore delle lave etnee, questo prezioso albero è maggiormente impiantato nelle zone della pineta Ragabo nel territorio di Linguaglossa, nell’area demaniale di Filiciusa Milia sul versante sud, nella pineta Cubania nel territorio di Milo.

La Betulla dell’Etna è una delle essenze arboree endemiche più rappresentative, le sue foglie si differenziano dagli altri esemplari che crescono altrove, la si può trovare nella fascia altitudinale orientale ed occidentale, nei boschi misti di Faggio, Pino Laricio, Roverella e Cerro.

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Il Leccio è presente con una certa consistenza nelle basse aree del territorio del parco, tra i vetusti arborei: il secolare Ilice di Carrinu posto nel territorio di Milo.

Sono presenti anche il Faggio ed il Pioppo Tremulo anche se si possono incontrare più di rado a causa delle numerose colate laviche recenti che purtroppo tendono a contrastare la vita di questi esemplari arborei.

Molto comune nelle zone orientali è invece il Castagno, di origine colturale, ha rappresentato in passato una delle primarie e sostanziali risorse economiche del territorio etneo, sfruttato per la robustezza del legname, quindi per i suoi squisiti e nutrienti frutti…le castagne…; molto noti i castagneti di Tarderia a Pedara e Grotta Comune nel territorio di Trecastagni.

Il Castagno dei Cento Cavalli nel territorio di S. Alfio e’ considerato uno dei più antichi e più grandi alberi esistenti al mondo… La leggenda narra che la regina Giovanna D’Aragona abbia trovato riparo sotto le enormi fronde di quest’albero insieme ad un seguito di cento cavalieri.

Attualmente la ceppaia dell’albero si presenta deteriorata dalle intemperie e divisa in più polloni.

Tra gli arbusti si trova il Citiso, un arbusto a foglie caduche che penetra sovente nei boschi, molto diffuse sono ancora la Rosa canina e il Ginepro emisferico che al limite superiore dei boschi forma dense popolazioni; diffusa la Ferula communis, chiamata in dialetto locale “FERRA”, cresce nelle zone abbandonate da tempo, sulla base del tronco spugnoso si possono trovare i deliziosi “FUNGI DI FERRA” ovvero funghi di ferula.

Dai 1800-2000 metri in su, lungo l’alta montana e nelle distese di deserto vulcanico, insieme al Romice si trova l’Astragalo (noto come spinosanto) quindi la Saponaria sicula, una pianta tipica dell’altomontana, i piccoli fiori fucsia sono stati riportati nel logo del Parco.

All’interno dell’area demaniale sul versante sud del vulcano merita una visita il giardino botanico “Nuova Gussonea”, l’attivita’ compresa la fruizione e’ seguita dall’Azienda Foreste Demaniali della R.S. insieme all’Universita’ di Catania, un contesto alquanto peculiare, costituito da vegetazione forestale e d’alta montagna, ospita anche un vivaio dove vengono riprodotte le specie più significative del territorio etneo.

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